Guerra sovietico-afghana
Decennio sovietico in Afghanistan, banco di prova dell'AK-74 e di tutta la dottrina mech-infantry russa.
Contesto e svolgimento
L'URSS interviene nel dicembre 1979. Per la prima volta l'AK-74 in 5.45×39 viene impiegato su larga scala: cartuccia leggera, alta velocità, ferita molto destabilizzante (la celebre 'poison bullet' della propaganda mujahideen). Le forze speciali Spetsnaz testano l'AKS-74U accorciato.
I mujahideen combattono inizialmente con vecchi Lee-Enfield e Mosin-Nagant. Dal 1986 ricevono dagli USA gli Stinger anti-aerei (operazione Cyclone) e fucili AK acquisiti via Pakistan. Il conflitto si chiude nel 1989 con il ritiro sovietico e diventa fondativo per la dottrina americana di guerra per procura.
Belligeranti
Armata Rossa, governo afghano comunista
Sostenuti da USA, Pakistan, Cina, Arabia Saudita
Armi iconiche del conflitto
- AK-74 / AKS-74
Nuovo fucile sovietico in 5.45×39.
- AKS-74U
Carabina compatta per equipaggi e Spetsnaz.
- PKM
Mitragliatrice general-purpose 7.62×54R.
- RPG-7
Lanciarazzi anticarro universale di entrambe le parti.
- Stinger
MANPADS USA che cambia l'equilibrio della guerra aerea.
Nel catalogo ArmiCompass (3)
Lascito dottrinale
Conferma su larga scala l'efficacia dei calibri intermedi small-caliber high-velocity (5.45, 5.56) e segna la nascita della MANPADS moderna come asset strategico.